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Come si Compila la Dichiarazione di No Circolato

Aggiornato il 7 Maggio 2026 da Francesco Marino

Indice

  • 1 Che cos’è la dichiarazione di no circolato
  • 2 Quando viene richiesta
  • 3 Chi deve firmare la dichiarazione
  • 4 Quali dati inserire nella dichiarazione
  • 5 Come indicare correttamente il periodo di no circolato
  • 6 Cosa significa davvero “non ha circolato”
  • 7 Come compilare il modulo della compagnia
  • 8 Come scrivere una dichiarazione in forma libera
  • 9 Documenti da allegare
  • 10 Come inviare la dichiarazione
  • 11 Errori da evitare nella compilazione
  • 12 Cosa fare se l’auto ha circolato davvero
  • 13 Dichiarazione di no circolato e attestato di rischio
  • 14 Conservare una copia della dichiarazione
  • 15 Conclusioni

La dichiarazione di no circolato, chiamata spesso anche dichiarazione di mancata circolazione o dichiarazione di non circolazione, è uno di quei documenti che molti scoprono solo quando devono riattivare o stipulare una polizza auto dopo un periodo di fermo. Magari l’assicurazione è scaduta da settimane, l’auto è rimasta in garage, nessuno l’ha usata, e ora la compagnia chiede una dichiarazione firmata. A quel punto nasce il dubbio: cosa devo scrivere? Basta dire che non ho circolato? Devo indicare le date? E se sbaglio qualcosa?

La questione sembra piccola, ma non lo è. La dichiarazione di no circolato serve a comunicare alla compagnia assicurativa che il veicolo non ha circolato in un certo periodo in cui non era coperto da una polizza RCA, oppure in un periodo rilevante per l’utilizzo dell’attestato di rischio. In pratica, l’assicurazione vuole sapere che, durante quel vuoto di copertura o quel periodo di mancato rinnovo, l’auto non è stata usata su strada e non ha provocato o subito sinistri.

Non è un modulo da compilare con leggerezza. Di solito si tratta di una dichiarazione sostitutiva, resa sotto la responsabilità di chi firma. Questo significa che scrivere il falso può avere conseguenze serie. Se il veicolo ha circolato, anche solo per un breve tragitto, non bisogna dichiarare il contrario. Meglio chiarire la situazione con la compagnia, anche se può sembrare scomodo. Una falsa dichiarazione oggi può diventare un problema molto più grande domani.

In questa guida vedremo come si compila la dichiarazione di no circolato, quando viene richiesta, quali dati inserire, quali errori evitare e come inviarla alla compagnia. Il taglio sarà pratico. Niente formule incomprensibili. Solo ciò che serve per preparare un documento chiaro, coerente e utilizzabile.

Che cos’è la dichiarazione di no circolato

La dichiarazione di no circolato è un documento con cui il proprietario, il contraente della polizza o il soggetto interessato dichiara che un determinato veicolo non ha circolato in un periodo specifico. La formula più comune è semplice: si dichiara che il veicolo identificato da targa e modello non è stato utilizzato dalla data di scadenza della precedente copertura assicurativa fino alla data di nuova decorrenza, o fino alla data indicata nella richiesta.

Il documento viene usato soprattutto in ambito assicurativo. Quando una polizza RCA scade, esiste un periodo di tolleranza previsto dalla legge durante il quale la copertura può continuare a operare nei limiti stabiliti. Superato quel periodo, se il contratto non viene rinnovato, il veicolo non deve circolare su strada pubblica o su aree equiparate. Se poi il proprietario vuole riassicurare il veicolo utilizzando l’attestato di rischio precedente, la compagnia può chiedere la dichiarazione di mancata circolazione.

L’obiettivo della compagnia è chiaro. L’assicuratore deve ricostruire correttamente la storia assicurativa del veicolo e del rischio. Se l’auto è rimasta ferma, senza sinistri e senza circolare, la dichiarazione aiuta a giustificare il periodo scoperto. Se invece il veicolo ha circolato senza copertura, la situazione cambia. Non si tratta solo di una questione interna alla compagnia. La circolazione senza assicurazione è vietata e può comportare sanzioni importanti.

Il termine “no circolato” è colloquiale. Nei moduli ufficiali o semiufficiali potresti trovare espressioni come “dichiarazione di non circolazione”, “dichiarazione di mancata circolazione” o “dichiarazione di non aver circolato”. Il significato pratico resta lo stesso: stai dichiarando che il veicolo non è stato messo in circolazione in un certo intervallo di tempo.

Quando viene richiesta

La dichiarazione di no circolato viene richiesta di solito quando la polizza RCA è scaduta e non è stata rinnovata subito. Questo succede spesso con auto usate poco, moto ferme durante l’inverno, camper utilizzati solo in alcuni periodi dell’anno o veicoli lasciati in garage per motivi familiari, economici o meccanici. Dopo qualche settimana o mese, quando si decide di riattivare l’assicurazione, la compagnia può chiedere di confermare per iscritto che il mezzo non ha circolato nel periodo scoperto.

Un altro caso frequente riguarda l’utilizzo dell’attestato di rischio. L’attestato di rischio conserva informazioni sulla storia assicurativa e sulla classe di merito. Se il contratto non viene rinnovato per mancato utilizzo del veicolo, l’attestato può restare utilizzabile per un certo periodo, ma la compagnia può chiedere una dichiarazione che attesti appunto il mancato utilizzo. Questo serve a evitare buchi non spiegati nella storia assicurativa.

La dichiarazione può essere richiesta anche in fase di preventivo online. Alcune compagnie dirette, prima di emettere la polizza, chiedono documenti aggiuntivi se rilevano una scadenza precedente non seguita da rinnovo immediato. L’utente carica il modulo firmato insieme a carta di circolazione, documento di identità e altri allegati. In agenzia, invece, spesso il modulo viene consegnato direttamente dall’intermediario.

Può capitare anche dopo una sospensione della polizza. Se il contratto è stato sospeso correttamente secondo le condizioni della compagnia, la situazione è diversa dal semplice mancato rinnovo. Tuttavia, in alcuni casi, l’impresa può chiedere conferme sul mancato utilizzo del veicolo durante il periodo di sospensione. Qui conviene leggere le condizioni contrattuali, perché ogni compagnia può avere procedure operative proprie.

Chi deve firmare la dichiarazione

Di norma la dichiarazione deve essere firmata dal proprietario del veicolo o dal soggetto che ha titolo a dichiarare il mancato utilizzo. In molti casi coincide con il contraente della polizza, ma non sempre. Il contraente può essere una persona diversa dal proprietario. Pensiamo all’auto intestata a un familiare ma assicurata da un altro membro della famiglia. In questi casi bisogna capire cosa chiede esattamente la compagnia.

La soluzione più prudente è far firmare la dichiarazione al proprietario risultante dalla carta di circolazione o dal documento unico, oppure al proprietario insieme al contraente, se sono persone diverse e la compagnia lo richiede. Non è una formalità inutile. L’attestato di rischio e la classe di merito sono collegati alla storia del veicolo e del proprietario, quindi l’assicuratore vuole una dichiarazione proveniente da chi ha effettivo controllo o responsabilità sul mezzo.

Se il veicolo è intestato a una società, la dichiarazione dovrebbe essere firmata dal legale rappresentante o da un soggetto autorizzato. In questo caso è utile indicare la qualifica di chi firma e allegare un documento di identità. Se il veicolo è in leasing, noleggio o intestato a soggetti diversi dall’utilizzatore, la procedura può richiedere documenti specifici. Meglio non improvvisare.

Se il proprietario è deceduto, se c’è un passaggio ereditario in corso o se il veicolo è cointestato, la situazione diventa più delicata. La compagnia potrebbe richiedere la firma di tutti i cointestatari, di un erede o di chi sta stipulando la nuova polizza. In questi casi conviene chiedere istruzioni scritte alla compagnia, così si evita di inviare un modulo incompleto.

Quali dati inserire nella dichiarazione

Una dichiarazione di no circolato deve identificare chiaramente chi firma, quale veicolo riguarda e quale periodo viene dichiarato. I dati personali del dichiarante sono fondamentali: nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, indirizzo di residenza, recapito telefonico e indirizzo email. Se il dichiarante agisce per una società, bisogna aggiungere denominazione, sede, partita IVA o codice fiscale dell’impresa e qualifica del firmatario.

Il veicolo va indicato senza ambiguità. Servono targa, marca, modello e, quando utile, numero di telaio. La targa è il dato principale, ma marca e modello aiutano a evitare errori, soprattutto se la persona possiede più veicoli. Se stai compilando un modulo preimpostato, probabilmente troverai già spazi dedicati. Se scrivi la dichiarazione in forma libera, non dimenticare questi dati.

Il periodo di mancata circolazione è il cuore del documento. Devi indicare la data di inizio e la data di fine. La data di inizio coincide spesso con il giorno successivo alla scadenza della copertura o, più correttamente, con il giorno successivo al termine dell’eventuale periodo di tolleranza, a seconda della richiesta della compagnia. La data di fine può coincidere con il giorno precedente la nuova decorrenza della polizza, oppure con la data di compilazione se il veicolo è ancora fermo.

È importante non essere vaghi. Scrivere “negli ultimi mesi” non basta. Meglio una formula precisa, come “dal 16 marzo 2026 al 30 aprile 2026”. Se non sei sicuro delle date, recupera il certificato assicurativo precedente, il preventivo nuovo o le comunicazioni della compagnia. Una dichiarazione con date sbagliate può essere respinta o creare incongruenze.

Come indicare correttamente il periodo di no circolato

Il periodo da indicare va scelto con attenzione. Di solito parte dal momento in cui il veicolo non era più coperto da assicurazione valida e arriva fino al giorno precedente la nuova copertura. Se la polizza precedente è scaduta il 31 gennaio e la nuova parte il 20 marzo, la compagnia potrebbe chiedere di dichiarare che il veicolo non ha circolato nel periodo successivo alla scadenza della copertura utile fino al 19 marzo. Alcuni moduli fanno riferimento al periodo successivo alla scadenza del contratto, altri tengono conto dei quindici giorni di tolleranza.

Qui nasce uno degli errori più comuni. Molti indicano come data di inizio il giorno di scadenza della vecchia polizza senza considerare ciò che la compagnia chiede nel modulo. Altri indicano la data in cui hanno deciso di non usare più l’auto, che però non coincide con il periodo assicurativo rilevante. Non c’è una formula unica valida per ogni caso. Bisogna seguire la richiesta dell’impresa e mantenere coerenza con i documenti della polizza.

Se il veicolo è rimasto fermo anche prima della scadenza della polizza, non serve necessariamente dichiararlo, salvo richiesta specifica. La dichiarazione interessa di solito il periodo in cui non esisteva copertura assicurativa o in cui l’attestato di rischio deve essere riutilizzato dopo una pausa. Dichiarare periodi troppo ampi può creare confusione, soprattutto se durante una parte di quel periodo la polizza era ancora attiva.

Se il veicolo è ancora fermo e vuoi stipulare una polizza con decorrenza futura, puoi dichiarare il mancato utilizzo fino alla data di decorrenza prevista. Se invece non sai ancora quando riattiverai la copertura, la compagnia potrebbe chiederti una dichiarazione aggiornata al momento dell’emissione della polizza. Ha senso: deve essere coperto tutto il periodo scoperto fino all’inizio effettivo della nuova assicurazione.

Cosa significa davvero “non ha circolato”

Dichiarare che un veicolo non ha circolato significa affermare che non è stato utilizzato su strada pubblica o su aree equiparate alla circolazione stradale. Non significa solo che non hai fatto lunghi viaggi. Anche spostare l’auto per pochi metri su strada, andare dal meccanico, portarla al lavaggio o fare un giro di prova può essere circolazione, se avviene in un’area soggetta alle regole della circolazione.

Il fatto che l’auto sia rimasta parcheggiata in un box privato, in un garage o in un’area privata non aperta alla circolazione è coerente con la dichiarazione. Se invece il veicolo era parcheggiato su strada pubblica senza assicurazione, la situazione diventa delicata. Anche la sosta su area pubblica può essere considerata rilevante ai fini dell’obbligo assicurativo. Quindi non bisogna confondere “non l’ho guidata” con “non era esposta alla circolazione”.

Un esempio pratico chiarisce tutto. Se l’auto è rimasta chiusa in garage dal giorno della scadenza della polizza fino alla nuova assicurazione, la dichiarazione di no circolato ha senso. Se invece l’auto è stata lasciata sotto casa su strada pubblica per un mese, anche senza essere guidata, bisogna parlarne con la compagnia prima di firmare. Potrebbe non essere corretto dichiarare semplicemente che il veicolo non ha circolato, almeno non senza valutare il contesto.

La dichiarazione riguarda anche l’assenza di sinistri. Molti moduli includono una frase in cui il dichiarante afferma che il veicolo non ha causato danni e non è stato coinvolto in incidenti nel periodo indicato. Se c’è stato un sinistro, anche minimo, la dichiarazione non deve essere usata per nasconderlo. Meglio affrontare il problema subito che ritrovarsi con contestazioni successive.

Come compilare il modulo della compagnia

Se la compagnia ti fornisce un modulo, usa quello. È la soluzione più semplice, perché contiene già le formule che l’impresa vuole ricevere. Compilalo in modo leggibile, preferibilmente in stampatello se lo fai a mano. Se lo compili al computer, controlla bene che tutti i campi siano completi prima di stampare e firmare.

Nella parte iniziale inserisci i dati del dichiarante. Non saltare codice fiscale e indirizzo, perché servono a identificarti. Se il modulo chiede telefono o email, inseriscili. Non sono sempre obbligatori, ma aiutano se la compagnia deve chiedere una correzione rapida. Subito dopo inserisci i dati del veicolo, prestando particolare attenzione alla targa. Una lettera sbagliata può bloccare la pratica.

Nella dichiarazione vera e propria indica il periodo esatto. Se il modulo ha spazi vuoti con “dal” e “al”, compila entrambi. Se il veicolo non ha ancora una nuova polizza e la compagnia ti chiede una dichiarazione fino alla data odierna, indica quella. Se invece la polizza parte domani, il periodo di no circolato di solito termina oggi. La logica è semplice: dal giorno di decorrenza della nuova copertura, il veicolo torna assicurato.

Alla fine inserisci luogo, data e firma. La firma deve essere autografa se il documento viene stampato e scansionato. Se invii tramite procedura digitale, la compagnia può accettare firma elettronica, caricamento nell’area clienti o altre modalità. Segui le istruzioni ricevute. Non dimenticare di allegare il documento di identità, se richiesto. Molte compagnie lo pretendono perché la dichiarazione è resa sotto responsabilità personale.

Come scrivere una dichiarazione in forma libera

Se non hai un modulo precompilato, puoi scrivere una dichiarazione in forma libera. Deve essere semplice e completa. L’intestazione può essere rivolta alla compagnia assicurativa o all’agenzia. L’oggetto può essere “Dichiarazione di mancata circolazione del veicolo” oppure “Dichiarazione di no circolato”. Non serve inventare titoli complicati.

Nel testo puoi scrivere che tu, identificato con i tuoi dati personali, dichiari sotto la tua responsabilità che il veicolo indicato, con targa, marca e modello, non ha circolato nel periodo specificato. Puoi aggiungere che nello stesso periodo il veicolo non ha causato danni e non è stato coinvolto in sinistri. Questa formula è molto comune nei moduli usati dalle compagnie.

È opportuno richiamare che la dichiarazione viene resa ai sensi della normativa sulle dichiarazioni sostitutive, quando la compagnia lo richiede. Non serve citare articoli se non sei sicuro, ma molti modelli fanno riferimento all’art. 47 del DPR 445/2000 o, in alcuni moduli più datati, agli articoli del Codice civile relativi alle dichiarazioni inesatte o reticenti in ambito assicurativo. Se usi un modulo della compagnia, non modificare la base normativa indicata. Se scrivi tu il documento, mantienilo sobrio.

Una formula completa potrebbe essere questa: “Il sottoscritto Mario Rossi, nato a Roma il 10 gennaio 1980, codice fiscale indicato, residente in via indicata, dichiara sotto la propria responsabilità che il veicolo marca Fiat, modello Panda, targa AB123CD, non ha circolato dal 16 febbraio 2026 al 30 aprile 2026 e che nel medesimo periodo non ha causato danni né è stato coinvolto in sinistri”. Dopo questa frase inserisci luogo, data e firma. Naturalmente i dati vanno sostituiti con quelli reali.

Documenti da allegare

La compagnia può chiedere diversi allegati. Il documento di identità del dichiarante è il più comune. Serve a collegare la firma a una persona precisa. Se il dichiarante è diverso dal proprietario, può essere richiesta anche copia del documento del proprietario o una delega. Se il veicolo è intestato a una società, può essere necessario allegare un documento del legale rappresentante e dati societari.

Spesso vengono richiesti anche carta di circolazione o documento unico, attestato di rischio, certificato della precedente polizza e documentazione relativa alla nuova polizza. Non sempre la dichiarazione viaggia da sola. Fa parte di una pratica più ampia di emissione o riattivazione del contratto.

Se il veicolo è rimasto fermo per guasto, non è sempre necessario allegare documenti del meccanico, ma possono essere utili se la compagnia chiede chiarimenti. Se l’auto era custodita in un box o in un’area privata, di solito basta la dichiarazione, salvo casi particolari. Non bisogna però creare prove artificiali o dichiarazioni esagerate. Meglio restare su ciò che si può affermare con certezza.

Quando invii documenti online, controlla che siano leggibili. Una scansione sfocata, una foto tagliata o un file troppo pesante possono rallentare la pratica. Sembra banale, ma molte emissioni si bloccano per dettagli di questo tipo. Un documento compilato bene ma caricato male è quasi come un documento non inviato.

Come inviare la dichiarazione

Le modalità di invio dipendono dalla compagnia. Se hai un’agenzia fisica, puoi consegnare il modulo a mano e chiedere conferma di ricezione. Se lavori con una compagnia online, userai probabilmente l’area riservata, un indirizzo email, una PEC o un sistema di caricamento documenti. Segui sempre il canale indicato dalla compagnia, perché inviare il documento all’indirizzo sbagliato può far perdere tempo.

Se invii via email, usa un oggetto chiaro. Per esempio: “Dichiarazione di mancata circolazione targa AB123CD”. Nel testo del messaggio indica nome, cognome, targa e numero di preventivo o polizza, se disponibile. Allegare il file senza spiegazioni può creare confusione, soprattutto nelle compagnie online che gestiscono molte pratiche.

Se invii tramite PEC, conserva ricevuta di accettazione e consegna. Se consegni in agenzia, puoi chiedere una copia timbrata o una conferma scritta. Non perché bisogna essere diffidenti a tutti i costi, ma perché avere prova dell’invio è sempre utile. Le pratiche assicurative sono fatte di date, documenti e conferme.

Una volta inviata la dichiarazione, attendi la validazione prima di considerare conclusa la pratica. La compagnia potrebbe chiedere correzioni, soprattutto se le date non coincidono con i dati della polizza precedente o se manca un allegato. Non metterti alla guida finché la nuova copertura non è effettivamente attiva. Il preventivo non basta. La richiesta non basta. Serve la polizza in vigore.

Errori da evitare nella compilazione

L’errore più grave è dichiarare il falso. Se il veicolo ha circolato, non bisogna firmare una dichiarazione di no circolato. Anche se si è trattato di pochi chilometri. Anche se “non è successo niente”. La dichiarazione serve proprio ad attestare l’assenza di circolazione. Se questa condizione non c’è, il documento diventa pericoloso.

Un altro errore comune riguarda le date. Periodi incompleti, date invertite, giorno di inizio sbagliato o giorno di fine non coerente con la nuova decorrenza possono far respingere il modulo. Prima di inviare, confronta la dichiarazione con la scadenza della vecchia polizza e con l’inizio della nuova. Due minuti di controllo possono risparmiarti una settimana di email.

Attenzione anche alla targa. Una targa scritta male rende la dichiarazione riferita a un veicolo diverso o non identificabile. Lo stesso vale per il modello, anche se la targa resta il dato principale. Se possiedi più auto, non compilare il modulo di fretta prendendo i dati dal documento sbagliato. È un errore più frequente di quanto sembri.

Non usare formule ambigue. Frasi come “il veicolo non è stato praticamente usato” o “è rimasto quasi sempre fermo” non vanno bene. La dichiarazione deve essere netta. O il veicolo non ha circolato nel periodo indicato, oppure non puoi dichiararlo. Il linguaggio deve essere semplice, ma preciso.

Cosa fare se l’auto ha circolato davvero

Se l’auto ha circolato nel periodo senza copertura, non compilare una dichiarazione di no circolato falsa. La prima cosa da fare è spiegare la situazione alla compagnia o a un intermediario. Potrebbero esserci conseguenze sulla possibilità di usare l’attestato, sulla classe applicata o sulla gestione della pratica. Tuttavia, nascondere il fatto è peggio.

Se durante quel periodo c’è stato un incidente, la situazione diventa ancora più seria. Bisogna ricostruire cosa è accaduto, se esisteva una copertura valida, se operava ancora il periodo di tolleranza o se il veicolo era effettivamente scoperto. In questi casi può essere necessario chiedere assistenza a un professionista, soprattutto se ci sono danni a persone o richieste risarcitorie.

Se il veicolo è stato spostato solo in area privata, per esempio dentro un cortile chiuso o un garage, la valutazione può essere diversa. La dichiarazione riguarda la circolazione rilevante ai fini assicurativi, non ogni movimento fisico del mezzo in assoluto. Tuttavia, se hai dubbi sul tipo di area, meglio chiedere chiarimenti prima di firmare. Le aree private aperte al pubblico o equiparate alla circolazione possono creare problemi.

Il punto è questo: la dichiarazione di no circolato non serve a sanare una circolazione irregolare. Serve a certificare che quella circolazione non c’è stata. Se la realtà è diversa, bisogna affrontarla con trasparenza.

Dichiarazione di no circolato e attestato di rischio

Uno degli aspetti più importanti della dichiarazione riguarda l’attestato di rischio. L’attestato è il documento che riporta la storia assicurativa del veicolo e incide sulla classe di merito. Se non rinnovi una polizza perché il veicolo non viene utilizzato, l’attestato può conservare validità per un certo periodo, ma l’assicuratore può chiedere la dichiarazione di mancata circolazione per confermare che il veicolo è rimasto fermo.

Questo meccanismo evita che un veicolo resti fuori osservazione assicurativa mentre circola comunque. La logica è comprensibile: se non c’è una polizza attiva, nessuna compagnia sta monitorando il rischio e gli eventuali sinistri. La dichiarazione serve quindi a coprire quel vuoto informativo, almeno sul piano dichiarativo.

Non bisogna però confondere validità dell’attestato e copertura assicurativa. Avere un attestato valido non significa poter circolare. L’attestato serve per stipulare o riattivare una polizza con una certa classe. La copertura RCA, invece, esiste solo quando il contratto è attivo secondo le condizioni previste. Sono due piani diversi.

Se la compagnia non accetta la dichiarazione perché incompleta o incoerente, potrebbe non applicare la classe attesa o potrebbe chiedere documenti aggiuntivi. In alcuni casi può proporre una classe diversa. Prima di accettare, chiedi spiegazioni chiare. A volte si tratta solo di correggere una data. Altre volte c’è un problema più sostanziale.

Conservare una copia della dichiarazione

Dopo aver compilato e inviato la dichiarazione, conserva una copia. Tienila insieme alla nuova polizza, all’attestato di rischio e alla documentazione della precedente assicurazione. Se l’hai inviata via email o PEC, conserva anche le ricevute. Se l’hai caricata su un portale, salva la conferma o fai uno screenshot della pratica completata, se il sistema lo consente.

La copia può servirti in futuro se la compagnia chiede chiarimenti, se cambi assicuratore o se emergono incongruenze nella banca dati. Non succede tutti i giorni, ma quando succede è molto più semplice avere il documento già pronto. Cercare una dichiarazione firmata dopo mesi, magari inviata tramite un portale non più accessibile, è una seccatura evitabile.

Conservare la dichiarazione è utile anche per tua tutela personale. Hai dichiarato qualcosa sotto responsabilità. Devi sapere esattamente cosa hai firmato, con quali date e per quale veicolo. Non firmare mai moduli in bianco o documenti compilati da altri senza leggerli. Anche se ti fidi dell’agenzia, la firma è tua.

Una buona abitudine è creare una cartella digitale per ogni veicolo. Dentro puoi tenere polizze, attestati, ricevute, dichiarazioni e documenti principali. È una piccola organizzazione che torna comoda quando devi vendere l’auto, cambiare compagnia o ricostruire una pratica.

Conclusioni

Compilare la dichiarazione di no circolato non è difficile, ma richiede precisione. Devi indicare chi dichiara, quale veicolo riguarda la dichiarazione e in quale periodo il mezzo non ha circolato. Devi firmare il documento, allegare ciò che la compagnia richiede e inviarlo tramite il canale corretto. Fin qui, tutto abbastanza semplice.

La parte davvero importante è la verità del contenuto. La dichiarazione non è una formalità innocua. Serve ad attestare che il veicolo non è stato utilizzato durante un periodo scoperto o rilevante per l’utilizzo dell’attestato di rischio. Se il veicolo ha circolato, se è rimasto su strada pubblica senza copertura o se è stato coinvolto in un sinistro, bisogna chiarire la situazione prima di firmare.

Per evitare problemi, controlla sempre le date della vecchia polizza e della nuova decorrenza, usa il modulo fornito dalla compagnia quando disponibile, scrivi la targa correttamente, firma in modo leggibile e conserva una copia. Se proprietario e contraente non coincidono, chiedi alla compagnia chi deve firmare. Se il veicolo è intestato a società, cointestato o coinvolto in situazioni particolari, non andare per tentativi.

In sintesi, la dichiarazione di no circolato è un documento semplice solo quando viene compilato con metodo. Poche righe, ma chiare. Date precise. Dati corretti. Nessuna ambiguità. Così la pratica assicurativa procede più velocemente e tu puoi tornare a usare il veicolo con una polizza attiva, senza lasciare zone d’ombra tra una copertura e l’altra.

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